“Se sapesse quanto ho scritto di te, ti farebbe un contratto il mio editore”

“Se sapesse quanto ho scritto di te, ti farebbe un contratto il mio editore”
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Lodo Guenzi scriveva queste parole per il suo amore, nel 2015.

A volte non ci rendiamo conto di quante parole scriviamo per i nostri amori. Se provassimo a tornare indietro con la mente a quei momenti forse ci renderemmo conto del tempo che abbiamo speso a ragionare, a dire, a parlare di qualcuno, a idealizzarlo fino all’inverosimile. Ogni amore ha il suo tempo, e come dice Lodo, ripensando ad una sua vecchia canzone, è davvero strano rileggersi e ancora più strano è che qualcuno ancora canti quelle parole che dopo anni lui non si ricorda neanche perché le abbia scritte.

Le relazioni sono così, uno pensa di poter passare vite intere a scrivere su qualcuno per poi svegliarsi un giorno e rendersi conto che la palla l’hai passata a qualcun’altro. La tua musa è diventata una nuova persona.

I cantanti questo lo sanno bene. Avete mai pensato a quando un cantante sparisce dalla scena musicale per un po’ di tempo? Non credeteci ai famosi “momenti bui”, al “volevo prendere una pausa”. Io credo che la verità vada trovata nella mancanza d’ispirazione. Magari il suo amore è svanito, o magari semplicemente non gliene frega più niente.

Succede anche agli scrittori. E’ successo anche a me. Lo chiamano “blocco dello scrittore” ma io gli cambierei il nome in “trovatemi un nuovo amore che non so più a chi dedicare le parole”.

Niente è per sempre, diceva qualcuno. E per fortuna.

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